DIRITTO ED ARTE - AUTOBIOGRAFIA PER ARPA ROVESCIATA


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DIRITTO ED ARTE - AUTOBIOGRAFIA PER ARPA ROVESCIATA
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DIRITTO ED ARTE - AUTOBIOGRAFIA PER ARPA ROVESCIATA

Si riporta la Seconda Postfazione di cui alla pg. 75
POSTFAZIONE 
Può la forza creatrice della mente e della penna umana riuscire a riunire l’astratto ed il concreto? L’azione vivificatrice dell’arte e della musica con la materia concreta dell’applicazione del diritto?
L’autore dichiara che il diritto è un mondo parallelo e che l’avvocato ne cura la relazione con la realtà fattuale, tale processo è simile a quello del musicista che vive con continue note nella testa e che prova a trascrivere e a far prendere forma (suono) a tale “ispirazione”.
Non a caso la teoria delle intelligenze multiple elaborata da Garner prevede che chi sia possessore di una di queste (tra cui l’intelligenza detta “musicale”) viva con il costante desiderio di dar forma al flusso musicale che alberga nella propria mente.
Il desiderio è quello primigenio di plasmare e di dare forma ad una idea, ad un mondo parallelo: forgiare una nuova tipologia di applicazione, ovvero di vita.
L’idea dell’autore è di creare un unicum generativo, un equilibrio tra realtà fattuale (il suono
dell’arpa celtica) ed ispirazione, tra norma ed applicazione giuridica. Nasce così un testo originale ed allo stesso tempo dall’impostazione estremamente complessa.
Il testo affascina perché suggerisce l’idea di un viaggio alla ricerca di un io demiurgo, a tratti scanzonato ed allo stesso tempo disilluso (si leggano a tal proposito “pensieri, canti e
decreti”).
Il libro stupisce per la perizia, quasi enciclopedica, degli approfondimenti in nota, che riguardano sia aspetti squisitamente tecnici sia espansioni narrative.
Quello di cui si sente però la mancanza è quell’organicità compositiva, capace - anche nell’affrontare la materia più complessa - di prendere per mano il lettore ed accompagnarlo
nella narrazione, il che sarebbe auspicabile sia in opere di narrativa sia in testi che assumono la caratteristica della ricerca, a maggior ragione se la ricerca si fonde con una vicenda di un io narrante personificato.
Il testo è davvero apprezzabile, ma nel suo proposito demiurgico rimane un poco bloccato tra mondo parallelo e realtà fattuale, tra ispirazione e musica.Brescia 01/09/2005

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